Hai mai immaginato che un giorno si potesse andare a lavoro senza avere nessun vincolo spazio-temporale, nessun badge da convalidare e riuscendo a gestire anche la tua vita sociale senza intoppi?

Che tu sia uno studente o uno studente-lavoratore, prenditi qualche minuto di pausa e scopri qualcosa in più sullo Smart Working.

Cosa è lo Smart Working?

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali definisce “lo Smart Working o Lavoro Agile una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato caratterizzato dall’assenza di vincoli orari o spaziali e un’organizzazione per fasi, cicli e obiettivi, stabilita mediante accordo tra dipendente e datore di lavoro; una modalità che aiuta il lavoratore a conciliare i tempi di vita e di lavoro e, al contempo, favorire la crescita della sua produttività.”

Si può dire che lo Smart Working possa essere considerato come una “rivoluzione” e un cambiamento a 360 gradi rispetto a come il lavoro veniva inteso in passato.
Immagina di avere il turno di lavoro di mattina alle 8.30, ma il tuo ufficio diventa la scrivania della tua stanza con la tua tazza da colazione accanto, i capelli arruffati e con ancora la maglia del pigiama.Ti sembra una rivoluzione, vero?
Infatti, il segreto di questo nuovo approccio al lavoro si cela dietro due valori molto importanti: la flessibilità e la fiducia nel personale. 

I benefici, che il Lavoro Agile può apportare, valgono la pena di investire e mettere nelle condizioni un dipendente di poter lavorare con questo nuovo approccio. I vantaggi possono essere molti, dal benessere individuale alla produttività, passando per l’efficienza.
Citando un estratto dal Culture code di “Hubspo”, un’azienda che si occupa di programmare e rivendere prodotti software d’alta tecnologia, grazie soprattutto all’inbound marketing (quella metodologia che permette di costruire database di contatti grazie all’attrazione generata dai propri contenuti web, li segmenta e li qualifica commercialmente), riscopriamo un’importante verità scientifica:
“Ciò che più importa sono i risultati. I risultati importano più delle ore di lavoro. Importano più del luogo in cui lavoriamo. Importano più di quanti giorni di ferie prendiamo. Per raggiungere la vetta bisogna andare in profondità. Il talento non è abbastanza. La vetta richiede un intenso commitment.”

I dati in Italia:

Partendo dal presupposto che in Italia avevano già stilato più di 20 anni fa una legge (n.181 del 1998) che prevedeva la possibilità di lavorare a distanza, soprattutto nel settore dell’amministrazione pubblica, possiamo dire che il Lavoro Agile non ha avuto effetti istantanei e repentini nella nostra penisola.

Sveliamo un po’ di numeri:
Prima che si scatenasse la pandemia in Italia, secondo il Politecnico di Milano gli italiani che lavoravano da casa erano solo 570mila (il 2% dei lavoratori nazionali). Enorme differenza se mettiamo a confronto i numeri delle altre Nazioni. Infatti, il Regno Unito già vantava il 20,2%, la Francia il 16,6% e la Germania l’8,6%.
Dopo l’emergenza Coronavirus il Ministero del Lavoro comunica che si sono aggiunti all’elenco più di 550.000 smart worker e i numeri continuano a salire giorno per giorno. Inoltre, l’associazione Consulenti del lavoro afferma come ci siano più di 8,2 milioni di dipendenti che svolgono un lavoro che si potrebbe tranquillamente svolgere da casa.
Un numero ancora troppo grande, visto il momento e vista la potenzialità di questo nuovo modo di lavorare.

Quali sono quindi gli ostacoli che bloccano l’ascesa e il pieno regime di questo nuovo approccio?
Sicuramente il fatto che l’economia italiana sia mossa da un core prettamente manifatturiero, ma aggiungiamo anche le pratiche burocratiche complesse imposte dalle normative, la mancanza della consapevolezza dei benefici ottenibili, i timori sulla sicurezza dei dati e delle informazioni, gli elevati costi richiesti e anche la resistenza da parte dei capi.

Viste le numerose complessità, allora perché un imprenditore dovrebbe investire per far si che lo Smart Working sia alla portata di tutti?
Una ricerca condotta da Variazioni (società di Mantova) su un campione di 12mila lavoratori italiani evidenzia come l’aumento della produttività, della concentrazione e dell’efficienza è confermato dal 95% dei dirigenti e dall’81% dei lavoratori smart.
Inoltre un’azienda (con almeno 100 dipendenti) potrebbe risparmiare, anche solo concedendo ai propri lavoratori 3 giorni al mese il Lavoro Agile, oltre 200 mila euro l’anno. Risparmi generati su buoni pasto, indennità, trasferte e altri benefit.
Basta così? No!

Lo Smart Working riesce a dare un’impronta sostenibile all’azienda, infatti come ci riferisce l’ARPA (Agenzia regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale), in Lombardia son ben oltre 2400 i chilometri che vengono risparmiati implementando questo modello nell’organigramma aziendale.
Viene risparmiata una produzione di 270 chili di CO2 nell’aria che equivalgono a quasi 18 alberi piantati per Smart Worker!

Un esempio pratico e utile per dimostrare la nostra tesi può essere il caso di “Mars Italia”.
Complice l’influenza americana, anche la filiale italiana ha assunto da subito questo approccio, già dalla fine degli anni 90. Il primo passo è stato chiamare i propri lavoratori con il termine “Associati” e non dipendenti.
L’azienda concede orari flessibili, la possibilità di lavorare nel luogo che preferiscono (bar, parco, casa, ecc.) e soprattutto gli strumenti digitali adatti a compiere il lavoro.
I risultati son stati molto soddisfacenti.

I punti di debolezza:

Abbiamo esaminato i vari punti di forza dello Smart Working e presto scopriremo quali sono gli strumenti essenziali per operare con esso.
Ma il Lavoro Agile presenta dei rischi? Purtroppo, si.
E non solo a livello aziendale (esposti nel paragrafo precedente), ma soprattutto per la salute, sia a livello fisico che mentale.
Secondo l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (Oil) e l’Eurofound sono molti i casi di iper-connettività che possono creare disturbi mentali quali dipendenza tecnologica e patologie come lo stress tecnologico. Un altro rischio è la sovrapposizione tra tempo dedicato alla vita personale e quello dedicato all’attività lavorativa. Per evitare infatti ciò, c’è sicuramente bisogno di un buon autocontrollo e di una chiarezza di obiettivi. Inoltre, l’azienda deve mettersi al fianco dei propri lavoratori.
Prendiamo come esempio i grandi colossi del settore automotive “Bmw” e “Volkswagen” che per ridurre le ore di lavoro irregolari, hanno deciso di disattivare i server della propria connessione al di fuori dell’orario prestabilito. Ovviamente non c’è nessuna regola scritta, nessuna legge che obbliga le aziende a prendere questo tipo di iniziative, ma tutto dipende dalla discrezionalità dell’azienda.
In questo periodo in cui ci siamo resi conto che preservare la salute della persona è fondamentale, dobbiamo tutelarla e soprattutto rispettarla, non mettendo da parte i bisogni primari che ogni persona necessita.

Non confonderlo con il Telelavoro!

Ora che conosciamo a fondo lo Smart Working non dovremmo disorientarci con altri approcci simili.
Un altro modo di lavorare simile? Il Telelavoro.
Ma cosa è? E in cosa si differisce dal Lavoro Agile?
Ecco qui in breve le principali differenze.
Esso esiste già dagli anni ’70 grazie allo sviluppo delle tecnologie e all’innovazione nel settore ICT e ti consente di poter scegliere un posto di lavoro decentrato dall’ufficio classico dell’azienda.
L’orario di lavoro rimane invariato ed è prestabilito e la governance aziendale può istituire controlli e ispezioni per verificare la regolarità dell’attività lavorativa. In pratica viene solo delocalizzato il tuo modus operandi, ma pratiche e condizioni rimangono le stesse, mentre per il Lavoro Agile vincoli e condizioni di questo genere vengono aboliti.

Gli strumenti essenziali dello Smart Working:

Tornando però sul focus principale, siamo consapevoli che il passaggio dall’offline all’online non è semplice e questo può generare confusione, dispersione e sconforto tra gli smart worker e tra gli imprenditori, soprattutto all’inizio.
Però grazie ad una formazione corretta e grazie a questi utilissimi strumenti tutte le possibili minacce potranno essere sconfitte facilmente:

  • Per condividere file, documenti e progetti: Google Drive, Dropbox, Trello, Todoist.
  • Per meeting e videoconferenze: Meet, Skype, Zoom, Slack.

Abbiamo visto come catastrofi o eventi negativi possono essere convertite in opportunità e come un approccio orientato all’avanzamento, allo sviluppo tecnologico, ma soprattutto orientato a guardare ai bisogni delle persone (persone, prima ancora che lavoratori) possa condurre a molti risultati positivi sia per le aziende che per la qualità di vita degli individui.

Mettetevi comodi, trovate la vostra collocazione preferita, preparate la vostra colazione, siate sereni e Buon Smart Working a (quasi) tutti!

[Articolo di Antonio Oresta]

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