LE RADICI STORICHE DEL PRIMO MAGGIO

LE RADICI STORICHE DEL PRIMO MAGGIO

Sono diverse le attività che tutti i lavoratori e le lavoratrici di (quasi) tutto il mondo scelgono di svolgere durante questa data evidenziata in rosso su ogni calendario: c’è chi preferisce rilassarsi a casa, passare una giornata con la propria famiglia al parco, organizzare una grigliata con i propri amici in campagna. E ancora, partecipare alle manifestazioni organizzate in ogni città oppure programmare una partenza di notte con destinazione Roma e partecipare al concertone che si tiene ogni anno dal 1990. Insomma, ognuno si impegna a scegliere come passare questa giornata in modo libero, spensierato e responsabile. 

Ma riprendendo il passaggio di una famosa canzone di Giorgio Gaber: “la libertà è partecipazione”. Potremmo essere veramente consci di passare questa giornata in libertà solo se riusciamo a capire il significato importante che questa giornata ci rimanda a commemorare. Una giornata che racchiude delle storie fatte di lotte e sacrifici che hanno cercato di consentire un avvenire in cui il lavoro non rappresentasse soltanto la condizione necessaria per la sopravvivenza del genere umano, ma l’espressione massima di ogni nostra attitudine, passione e sentimento.

Il luogo in cui sono insediate le radici di questa festività sono gli Stati Uniti d’America. Dopo frequenti e insistenti manifestazioni per i diritti degli operai nelle fabbriche, nel 1866 viene approvata nello stato dell’Illinois la prima legge che decretava le otto ore lavorative. La legge entrò in vigore soltanto l’anno successivo, esattamente il 1° Maggio 1867.

Va ricordato che in questo periodo solitamente le ore di lavoro condotte in fabbrica variavano dalle 12 alle 16 ore al giorno. Questa legge non fu estesa immediatamente in tutti gli stati americani, ma ha rappresentato un monito per lo sviluppo lento ma progressivo delle lotte in ciascun paese americano. Trascorrono ben 19 anni dall’approvazione della legge sulle otto ore lavorative nell’Illinois e, il 1° Maggio 1886 viene deciso dal sindacato dei lavoratori di svolgere delle manifestazioni nazionali ad oltranza al costo di non consentire più la continuazione della produzione nelle fabbriche.

Le proteste avevano anche lo scopo di ottenere maggiore sicurezza sul lavoro. Gli scioperi continuano fino al 4 Maggio, quando, a Chicago, i lavoratori in sciopero si scontrano con la polizia. In particolare, sulla piazza di Haymarket, una persona che non è stata mai identificata getta un ordigno sulla folla, provocando la morte istantanea di un poliziotto. Nel caos generale, vennero uccisi 4 lavoratori e 7 poliziotti, oltre a circa cinquanta feriti. Questo episodio sarà stampato sui libri di storia come il “massacro di Haymarket”.

Le notizie in America giunsero anche agli occhi dei lavoratori del vecchio continente. Spinti anche dalle idee socialiste e marxiste di quell’epoca, durante il congresso a Parigi nel 1889 si istituisce il 1° Maggio come data della Festa dei Lavoratori. Tuttavia, l’istituzione delle 8 ore lavorative avviene solo dopo la Prima Guerra mondiale. In Germania, le leggi del 1918-1919 sancirono la conquista delle otto ore nella maggior parte dei settori industriali. In Gran Bretagna il movimento operaio riuscì ad imporre le 8 ore lavorative intorno al 1920. In Francia, la settimana di quaranta ore si affermò nel 1936. In Italia le 8 ore lavorative sono sancite con un decreto il 1923, mentre la Festa dei Lavoratori il 1° Maggio permane fino al 1924. Infatti, durante il ventennio fascista sono vietate le manifestazioni in questa data, ritenuta “sovversiva” per la stabilità del regime. Per questo motivo, la celebrazione è anticipata al 21 Aprile fino al 1944, in concomitanza al cosiddetto “Natale di Roma”. In seguito alla fine della guerra mondiale, il giorno dedicato ai lavoratori è ripristinato alla data corrente.

Curiosamente, negli USA, dove si sono poste le basi per questa giornata importante, la Festa dei Lavoratori non corrisponde al 1° Maggio, ma al primo lunedì di settembre.

Noi di Pausacafè vi auguriamo di riflettere e festeggiare questa festa così importante.

Vi lasciamo con questa citazione dello storico Ettore Ciccotti: 

“Un giorno di riposo diventa naturalmente un giorno di festa, l’interruzione volontaria del lavoro cerca la sua corrispondenza in una festa de’sensi; e un’accolta di gente, chiamata ad acquistare la coscienza delle proprie forze, a gioire delle prospettive dell’avvenire, naturalmente è portata a quell’esuberanza di sentimento e a quel bisogno di gioire, che è causa ed effetto al tempo stesso di una festa”.

Ettore Ciccotti

Buon Primo Maggio a tutti!

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