La paura dell’IVA 25%: perché e per colpa di chi?

La paura dell’IVA 25%: perché e per colpa di chi?

Alla fine di ogni anno l’agenda politica del nostro paese, come per tutti gli altri paesi al mondo,  segna un appuntamento che è cruciale per le sorti dell’ Italia e degli italiani: la famosissima Legge di Bilancio. Con questa legge si prevedono e stabiliscono le nuove spese dell’anno futuro e, ovviamente, le entrate per sostenerle.

Però come appena detto queste sono previsioni che devono avere nell’anno successivo uno effettivo riscontro reale. Se questo non succede e quindi se viene speso più di quello che entra nelle casse dello Stato si crea il cosiddetto “Buco di Bilancio”.

Se dovesse succedere ciò scatterebbero le clausole di salvaguardia.

Cosa sono le clausole di salvaguardia?

Le clausole di salvaguardia sono delle norme legislative che comportano una modifica automatica di alcune voci di tasse ed imposte che però vengono applicate effettivamente in un tempo posticipato rispetto a quando la legge entra in vigore.

La modifica prevista sulle imposte è ovviamente un aumento in quanto questo funge da parificatore dei conti nel caso in cui ci dovesse essere un buco di bilancio, garantendo così il raggiungimento degli obiettivi della finanza pubblica.

D’altro canto queste clausole possono essere disinnescate qualora il governo dovesse trovare il modo per parificare i conti di bilancio eguagliando le entrate con le uscite, magari prendendo fondi da altre fonti.

Quando nascono le clausole di salvaguardia e con chi?

Queste Clausole sono un vincolo che l’Italia ha con l’Unione Europea, introdotto con il governo Berlusconi IV che strinse questo patto con l’UE per poter approvare le manovre previste a bilancio.

L’accordo prevedeva che entro la fine di settembre del 2012 il governo doveva reperire ben 20 miliardi di euro altrimenti ci sarebbero stati tagli alla spesa pubblica e appunto degli aumenti di gettito fiscale (ovvero aumenti delle tasse).

Poco dopo è subentrato il Governo Monti che ha trasformato le clausole di salvaguardia in aumenti dell’IVA.

Da allora, quello delle clausole, è stato un calvario per tutti i governi a seguire. Per esempio il Governo Letta non riuscì a disinnescarle, causando un aumento dell’IVA al 22% nel 2013.

Così il Governo Renzi che con la legge di Stabilità del 2015 ha previsto un aumento progressivo dell’IVA e anche delle accise sui carburanti.

Così facendo fino ad arrivare alla legge di Bilancio del 2019 che ha sterilizzato momentaneamente, rinviando gli aumenti al 2020.

Cosa succederà dal 2020?

Questo aumento prevede che dal 1 gennaio 2020 l’IVA aumenterà arrivando al 25%, con un aumento progressivo fino al 26,5% nel 2021.

Questo aumento è evitabile sterilizzando le clausole di salvaguardia, ma per far ciò servono “solamente” due spiccioli: ben 52miliardi di euro.

Sicuramente, utile sarebbe per lo meno reperire i 23 Miliardi per far sì che questi aumenti non scattino direttamente dall’anno prossimo.

Chi ne paga le conseguenze?

I consumatori ne pagheranno maggiormente le conseguenze di un ennesimo aumento dei prezzi su spesa alimentare, abbigliamento, trasporti, palestra e varie spese che caratterizzano la quotidianità, per non parlare degli aumenti delle spese sul carburante con le accise (le tasse applicate su determinati beni di largo consumo) che aumenterebbero.

Secondo Il Sole 24 Orequesti aumenti inciderebbero pesantemente sulle tasche delle famiglie italiane perché andrebbero mediamente a costituire un aumento di spesa di circa 541 euro in più all’anno, equivalente a 45 euro in più ogni mese su una spesa media di 1.982 euro.

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