Appena resasi conto della rapida diffusione del Coronavirus, la Cina ha deciso di adottare misure draconiane iniziando dalla messa in quarantena della città di Wuhan, per poi estendere tale provvedimento ad altre città cinesi, coinvolgendo così più di 60 milioni di persone. Grazie a queste misure è riuscita ad effettuare di fatti la più grande quarantena mai realizzata nella storia.

Poi, quando il virus ha coinvolto anche l’Italia, il governo italiano ha imposto la chiusura delle scuole, dei negozi, dei bar, dei ristoranti e delle altre attività commerciali e ricreative, nonché la ferrea restrizione della mobilità delle persone. E la stessa decisione nelle ultime ore è stata assunta da altri paesi europei come la Francia e la Spagna, e negli Stati Uniti molti sindaci e governatori stanno facendo altrettanto.

Ma qual è effettivamente lo scopo di tali pesanti misure restrittive? Si può veramente debellare il virus con queste disposizioni?

Fonte: Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie (CDC) negli Stati Uniti

Per spiegarlo facciamo riferimento a un grafico che più di tutti è diventato il simbolo della pandemia da coronavirus.

La figura sopra mostra due curve a forma di campana: una curva viola con una punta molto pronunciata, e una azzurra più bassa e distribuita nel tempo.

La curva viola mostra che cosa accade se non si assumono misure per contenere i contagi durante l’epidemia con un nuovo virus, verso il quale non siamo immunizzati o vaccinati (proprio come sta avvenendo in queste settimane): ogni individuo infetto trasmette il virus a un paio o più di altre persone e il contagio si diffonde rapidamente. I nuovi malati aumentano molto velocemente e in poco tempo diventano troppi per essere curati tutti, con il rischio che muoiano moltissime persone a causa della malattia contagiosa e dell’impossibilità di ricevere cure adeguate.

La curva azzurra mostra invece lo scenario desiderabile, e cioè che cosa succede se si assumono misure preventive e restrizioni, come appunto stare a casa e lavarsi bene le mani: le persone si contagiano ugualmente perché il virus è in circolazione ma, essendoci meno contatti, la diffusione avviene più lentamente e questo permette di evitare un pericoloso picco dei malati che sarebbe ingestibile.

Quindi l’obiettivo delle misure di contenimento attuate risiede essenzialmente nella riduzione dei danni nella comunità attraverso il raggiungimento di tre requisiti: ritardare il picco dell’epidemia, ridurre lo stress per gli ospedali, abbassare il numero complessivo dei casi e l’impatto sulla salute.

In particolare, nel grafico di seguito è stata aggiunta una linea tratteggiata orizzontale la quale rappresenta la capacità massima del sistema sanitario. Questa linea indica una soglia oltre la quale gli ospedali collassano e risulta quindi evidente l’importanza delle misure restrittive per contenere la diffusione del virus: garantire che il picco massimo del numero di malati sia comunque inferiore al numero di posti di cura disponibili negli ospedali.

Fonte: Il Post – ‘La storia del grafico “abbatti la curva”’

È importante però sottolineare che le misure di controllo dell’epidemia possono solo ritardare i casi, non prevenirli. Tuttavia, ciò aiuta a limitare l’impennata del numero di malati e dà agli ospedali il tempo di prepararsi e gestire l’emergenza. E questo fa la differenza tra la disponibilità di un letto e un ventilatore polmonare per terapia intensiva o il trattamento in una tenda improvvisata nel parcheggio di un centro commerciale abbandonato.

Per ribadire l’importanza di rallentare l’epidemia in corso, la microbiologa neozelandese Siouxsie Wiles, con la collaborazione dell’illustratore Toby Morris, ha realizzato una versione animata del grafico che varia a seconda dell’approccio tenuto da due personaggi: uno è scettico e sminuisce i rischi della malattia, con la curva che s’impenna e raggiunge in fretta il picco, l’altra consiglia di attuare buone pratiche come lavarsi le mani e stare a casa, determinando l’abbattimento della curva.

Dunque, il grafico mostra in modo semplice e intuitivo l’importanza di rallentare il più possibile la diffusione di un’epidemia, in modo che il sistema sanitario possa occuparsi di tutti i malati senza collassare, e la sua conoscenza da parte di un numero ampio di persone potrebbe contribuire a salvare molte vite, facendo aumentare la consapevolezza delle buone pratiche per rallentare un’epidemia.

Ognuno di noi può e deve contribuire ad abbattere la curva e per farlo basta seguire dei semplici accorgimenti: rimanere a casa, ridurre le interazioni sociali e lavarsi spesso e bene le mani. Nel frattempo, per combattere la monotonia di intere giornate trascorse a casa, puoi sempre fare affidamento a noi di PausaCafé.

[Articolo di Michele Minervini]

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