Il prossimo 3 novembre i cittadini americani sono chiamati al voto per eleggere il presidente degli Stati Uniti d’America.
Joe Biden (partito democratico) e Donald Trump (partito repubblicano) si contendono il titolo di “uomo più potente del mondo”, con i loro Vice rispettivamente: Kamala Harris e Mike Pence.

Di tutta la faccenda politica americana, è sicuramente curioso il sistema elettorale utilizzato. È un sistema ideato nel ‘700 e che ancora oggi detiene la stessa validità. Cerchiamo però di approfondire il suo funzionamento e ciò che lo rende così particolare.


È un sistema di voto indiretto

Il sistema elettorale statunitense è un sistema di voto indiretto in quanto i cittadini non votano direttamente il presidente e il suo vice, ma con il loro voto delegano 538 “Grandi Elettori” che costituisco il Collegio Elettorale e che eleggeranno formalmente il futuro inquilino della Casa Bianca.

Chi sono i “Grandi Elettori”?

Con il voto del 3 novembre in realtà verranno indicati i grandi elettori che sono dei rappresentanti che “promettono” il loro voto al corrispettivo candidato al quale sono collegati. Questi rappresentanti sono persone comuni, nella maggior parte dei casi fedelissimi del partito che, come annunciato da costituzione, non hanno cariche pubbliche o in generale collegamenti di interesse di profitto o di altro genere con gli Stati Uniti. Detto banalmente: non puoi essere nel libro paga del governo.
I grandi elettori di ogni partito vengono nominati o durante le convention dei due partiti o attraverso il voto del comitato centrale di ogni partito.
538 formal electors che dovranno formalizzare l’elezione del presidente a metà dicembre. Il presidente eletto dovrà quindi raggiugnere la maggioranza di almeno 270 voti per entrare alla Casa Bianca.

Ok, ma come sono divisi tra i vari stati?

Ad ognuno dei 50 stati USA, con l’aggiunta del distretto di Columbia (ovvero la città di Washinghton) sono attribuiti un tot di elettori del collegio elettorale, in base alla popolazione di ciascuno stato.
Vi riporto qui i tre stati con più elettori e i tre con meno (per chi fosse interessato alla distribuzione completa cliccate su questo link per un’informazione più dettagliata):

  • California: 55 G.E.
  • Texas: 38 G.E.
  • New York e Florida: 29 G.E.
  • Alaska: 3 G.E.
  • Montana: 3 G.E.
  • Nord Dakota, Sud Dakota: 3 G.E.

A parte lo stato del Nebreaska e del Maine, in tutti gli altri stati vige la regola del “winners takes all”, ovvero il vincitore prende tutto lo stato, con una legge elettorale puramente maggioritaria. Quindi: se Biden dovesse avere la maggioranza dei voti in California, vincerebbe tutti i 55 elettori della California, e d’altra parte se Trump dovesse avere la maggioranza in Texas, prenderebbe tutti i 38 grandi elettori di stampo repubblicano.

A questo punto della storia sorge un dubbio non poco lecito: potrebbe accadere che il voto popolare non corrisponda con il risultato effettivo del voto del consiglio elettorale?

Cosa se ne fa del voto popolare?

Nella maggior parte dei casi, il presidente che conquista il voto popolare, viene confermato anche nel voto del collegio elettorale, ma ci sono state delle eccezioni.
È accaduto nel 2016 con Hilary Clinton contro Donald Trump e nel 2000 con la vittoria di George W. Bush, dove l’esito del voto popolare è stato ribaltato in sede del consiglio elettorale.
Hilary Clinton ha ottenuto più voti diretti del “popolo”, ma non è riuscita ad ottenere la maggioranza in quegli stati numerosi dove il repubblicano Trump si è aggiudicato il totale dei grandi elettori, vincendo di 304 su 227 nel Consiglio Elettorale.

Alcuni di voi sicurmaente dubiteranno della democraticità di un sistema indiretto come questo. Vi chiederete quindi:

Come mai non viene utilizzato un sistema di voto diretto?

L’abolizione dell’attuale sitema elettorale americano è dura da ottenere in quanto sarebbe necessario un emendamento costituzionale. Questo tipo di emendamento necessita l’approvazione dei due terzi dei voti sia della Camera che del Senato. Obiettivo abbastanza arduo da raggiungere, considerando i benefici che i Repubblicani hanno tratto da questo sitema indiretto sia nel 2016 che nel 2000.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *